Il palio della Marciliana

San Giacomo Mestieri

EL PISTOR   ( IL FORNAIO )

Nel Medioevo era d’uso comune preparare l’impasto per il pane in casa che poi veniva portato dai clienti al “Pistor”, il fornaio, come veniva chiamato nella parlata veneta agli inizi del ‘400 “Pistor” è un parola di origine latina e ancora oggi usata a Venezia per indicare il fornaio.

Questo preparava anche del pane di sorgo con segale e miglio per coloro che non potevano preparare gli impasti in casa soprattutto per i viaggiatori. Chi portava il pane a cuocere preparava l’impasto una volta al mese portandolo al forno verso il fine settimana nelle più svariate forme.

La temperatura era importante per la cottura, visto la carenza di strumentazione appropriata, quindi i pistori si basavano sulla propria esperienza di bottega. Il forno veniva alimentato da legna, fascine e canna palustre. Le canne sono piante tipiche del territorio chioggiotto e anche ottimo elemento per alimentare il fuoco del pistor.

Il celebre “bossolà” o le “rascane” è il classico pane secco destinato alla lunga conservazione, ancora oggi esistenti.

Il pane non era considerato solo un alimento ma anche un servizio da portata. Sulle tavole del tempo, infatti, non era insolito utilizzare dei dischi di pane raffermo, circa 15 cm per 10 cm, al posto dei tradizionali piatti. Al termine del pasto il piatto poteva essere mangiato, dato ai poveri o utilizzato per sfamare i cani.

Una volta i fornai preparavano pure anche qualche dolce per i ricchi del posto e utilizzavano frutta, miele e polpa di zucca usati come dolcificante in quanto lo zucchero mancava.

SCENOGRAFO – CARTOGRAFO – REGISTA

Clugia oggi Chioggia, nel 1380 circa, era un grande crocevia d rotte marittime in seno alla repubblica della Serenissima che trasportavano varie mercanzie. Importante il sale, oro bianco a quel tempo usato anche per conservare i cibi medioevali, come salario.

Il cartografo preparava ai comandanti le carte nautiche segnalando le rotte e le vie di commercio.

Che impersona tale figura storica noi della contrada abbiamo ”el nostro Poci” all’anagrafe Lombardo Renzo che è allo stesso tempo regista e scenografo dell’allestimento della contrada.