Il palio della Marciliana

Palio della Marciliana ed il Palio delle balestre grosse

II culmine della manifestazione è la disputa del Palio delle balestre grosse.
L’uso della balestra è documentato a Clugia sino dalla metà del XIII secolo, e nella Marciliana i balestrieri delle contrade hanno voluto rivivere quell’antica disciplina che nel medioevo era tenuta in grande considerazione, tanto che il governo della città istituì, sull’esempio di Venezia, il palio delle balestre. Accadeva due volte l’anno, a Natale e nelle feste di maggio. Il Comune offriva premi ai migliori tiratori che consistevano in un “balestro fulcitum croco” da tre ducati e mezzo e di una pezza di panno scarlatto.
I balestrieri delle cinque contrade di Chioggia si contendono il Palio la domenica pomeriggio in una prova che vede i tiratori di ogni contrada scagliare la propria verretta (freccia) o “pilotto” verso un bersaglio detto corniolo distante 36 metri e con un centro bianco di 3 cm di diametro
Viene utilizzata una balestra grossa da banco, anticamente chiamata da posta, perché impiegata dalle postazioni sui merli della mura. Permetteva un tiro più mirato e potente.
Ogni verretta viene contraddistinta con un nome o segno di riconoscimento che ne individui sicuramente il balestriere.
Le balestre sono caricate alla presenza del Podestà, così come descritto negli antichi statuti. I balestrieri di contrada hanno un tiro a testa; la somma dei centri di ogni balestriere decreta la contrada vincitrice e ne assegna il Palio.