Rappresentano
la comunità clugiense trecentesca, negli aspetti peculiari
che la contraddistingueva.
Sono l'anima della manifestazione, che esiste solo grazie al
lavoro delle persone che ne fanno parte, quasi 500 che in varia
misura e per un'anno intero lavorano gratuitamente avendo per
spinta l'amore verso la propria città .
L'organizzazione prevede che i capitani di contrada si incontrino
periodicamente, almeno ogni 20 giorni durante tutto il periodo
dell'anno, nelle riunioni di ZONTA, per aggiornarsi sul progredire
dei vari progetti e per mantenere quel collegamento generale
che diventa corale durante i giorni del palio. La preparazione
alla manifestazione prevede anche interventi nelle scuole del
territorio comunale, soprattutto elementari e medie, dove sensibili
insegnanti fanno conoscere la storia della città ai futuri
cittadini, a nostro parere condizione indispensabile per migliorarla
dall'interno. Più si conosce la storia della propria
città più la si ama e la si rispetta. Quest'anno
nell'attività verso i giovani il motto è stato ricordiamo
il nostro passato per migliorare il nostro futuro
Le
contrade di Sant'Andrea oggi comprendono le calli nel
settore nord occidentale, anticamente chiamato ultra platheam,
e quelle del parallelo settore nord orientale, denominato
ultra Venam: da San Nicolò a Vigo, compresa la
parte di San Domenico. Nel territorio di Sant'andrea sorgeva
l'ospedale di Santa Croce, luogo di accoglienza non soltanto
per i cittadini, ma anche per i pellegrini di passaggio.
Molto probabilmente a Vigo esisteva un molo attrezzato
per l'attracco dei navigli mercantili, poi diventato molo
deitraghettatori (vigarioli). Il simbolo delle contrade
di Sant'andrea è rappresentato dall'omonima croce.
Il colore distintivo è il verde.
Le
contrade di San Giacomo costituivano il cuore dell'area
urbanistica, dominata dalla presenza del palazzo pretorio,
sede del Podestà. Accanto ad esso si innalzava
lo stendardo sul quale nei giorni di particolare solennità
venivano issati i vessilli comunali e marciani. Dopo la
guerra di Chioggia l'area parrocchiale accolse anche la
comunità monastica di Santa Caterina - ubicata
dov'è ora l'omonima chiesa - rifugiatasi in città
dopo la distruzione del monastero sito in località
dettodel deserto; già dal Duecento era però
attiva la comunitàdegli eremitani agostiniani di
San Nicolò, predicatori delle chiese cittadine.
Il simbolo degli delle contrade di San Giacomo è
rppresentato dalla conchiglia diSan Giacomo di Compostela;
il colore è l'oro.
Le
contrade di Sottomarina, l'antica Chioggia Minore, gravitavano
attorno a due poli pievanali: San Martino e San Matteo,
oltre che attorno alla chiesa di S. Antonio Abate ed al
monastero delle cistercensi di Santa Caterina del Deserto.
Tutta l'identità urbana e culturale (alcuni abitanti
erano infatti già dottori all'università
di Padova o affermati mercanti) venne travolta nel vortice
della Guerra di Chioggia e solo col rinvenimento delle
fondamenta dell'antico tempio di San Martino agli inizi
del Settecento venne riedificata l'omonima chiesa a testimonianza
ripresa della vita nel litorale. Con la guerra venne distrutto
anche il ponte di pietra che da San Domenico giungeva
a Chioggia Minore e che il 23 settembre 1305 ricevette
dall'abate di San Giorgio Maggiore di Venezia il consenso
alla propria completa costruzione anche nel territorio
di proprietà dell'abbazia. Venne anche distrutta
una delle due logge dei bandi, una delle quali si trovava
proprio a Sottomarina, dove ad esempio nel 1299 il precone
Giovanni Cavosino lesse alcune reformagioni approvate
dal Minor e Maggior consiglio. Il simbolo delle contrade
di San Martino è rappresentato dalla cappa di San
Martino; il colore è
il rosso.
Le
contrade della località periferica di Brondolo,
essendo in numero modesto, gravitavano attorno al celebre
monastero benedettino di San Michele Arcangelo e Santissima
trinità, eretto nei pressi della foce del Brenta,
in posizione strategica per i collegamenti con l'entroterra
padovano. Il convento fu distrutto nel corso della Guerra
di Chioggia, trasformato in fortezza dai genovesi. Ma
già nelcorso del primo Trecento aveva accusato
uno stato di decadenza, contro il quale non possedeva
i mezzi necessari. L'area circostante, fino al porto di
Fossone (Cavanella d'Adige) era un alternarsi di appezzamenti
coltivati, paludi, settori attrezzati per la caccia e
la pesca. Il simbolo delle contrade di San Michele è
rappresentato dalla spada e dalla bilancia; il colore
è l'ermellino. Durante
la gara il colore sarà il nero.
Le
contrade di Montalbano - ricca di fondamenti di saline
e valli da pesca - erano protette militarmente dalla torre
di Nassaruolo, i cui custodi e capitani furono eletti
per la prima volta dal Maggior Consiglio il giorno 8 novembre
1299. Il 5 giugno 1320, inoltre, venne affidato al podestà
il compito di affittare le pertinenze della torre per
la costruzione di alcuni mulini. Proprio il canale di
Montalbano, infine, assunse per la propria posizione un'importanza
strategica nelle vicende belliche. Il simbolo delle contrade
di Montalbano è rappresentato dalle tre torri (Montalbano,
Saline e Nassaruolo); il colore è il vaio. Durante
la gara il colore sarà l'argento.