Il Palio de "La Marciliana"

Balletto La storia

Ballo Medievale

Guglielmo Ebreo da Pesaro, famoso maestro di danza, di questa arte soleva dire: “questa tal virtude alla umana generazione è amicissima e conservativa, senza la quale alcuna lieta e perfetta vita essere infra gli uomini già mai non puote”.

È questo l’obiettivo del “Gruppo Balletto” del Palio de la Marciliana, composto da 20 elementi provenienti dalle varie Contrade di Clugia; con l’accompagnamento delle musiche dal vivo, suonate da “Li Musici de Clugia”, riproducono nel danzare le movenze, i passi e le pive tipiche dei balli trecenteschi. Questi sono frutto di una ricerca storica minuziosa, attraverso lo studio dei pochissimi e rari trattati di autori italiani e stranieri, dell’iconografia musiva e pittorica di chiese e palazzi trecenteschi. Il Gruppo si serve del prezioso contributo della dott.ssa storica della danza antica Bassi Di Fidio Mariuccia, per una attenta ricostruzione e riproduzione dei passi.

 La danza nel medioevo era un importante momento di aggregazione tra i nobili della corte, di festeggiamento durante le occasioni più importanti ma non solo; anche le persone del popolo, i pellegrini in viaggio attraverso le antiche vie solevano spesso danzare, come strumento di preghiera e di ringraziamento.

Ogni ballo si caratterizza anche per un proprio “tema”: amore, corteggiamento, gioia, letizia che noi figuranti cerchiamo di riprodurre e trasmettere al pubblico.

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Documenti storici clugiensi attestano la propensione del nostro popolo verso la festa, lo spirito ludico, il gusto per la spensierata ilarità che veniva ad interrompere i monotoni ritmi della vita sugli orti o distraeva dai pericoli delle attività marinare. Lo scenario naturale era rappresentato dalla piazza, eletta a spazio di aggregazione e privilegiato per il ritrovo dove spesso i giovani d’ambo i sessi avevano la consuetudine di tenere “balli a tondo” già dal tempo quaresimale, quando con il temperarsi del clima nelle contrade e tra i vicinati la vita continuava a pulsare.

 Il nostro repertorio, che ogni anno si fa più vasto, comprende a oggi due balli nobiliari, il De Voltate in Ҫa Rosina antico ballo di corteggiamento per un cavaliere e due dame, l’unico descritto minuziosamente nel trattato di Guglielmo Ebreo da Pesaro e lAnello, anch’esso di corteggiamento ma per una coppia di due uomini e due donne che tra pive, passi doppi e riverenze arrivano a “conquistare” la loro dama.

Novità di quest’anno sarà il nuovo ballo “Tesara” tratto dal De la arte di ballare et danzare di Domenico da Piacenza. Questo ballo nobiliare vuole rappresentare al centro di Piazza Vigo nelle giornate del Palio un vero e proprio telaio umano.Si compone di quattro coppie di dame e due cavalieri uno posto davanti al gruppo e uno dietro, rappresentanti le spolette di questo telaio immaginario. Dame e cavalieri alzando, annodando ed abbassando lucenti nastri colorati faranno rivivere la coreografia voluta da Messer Domenico che creò questo ballo proprio per la corporazione dei Tessitori di Piacenza.

Lo spettatore potrà all’inizio rimanere colpito da come a volte, durante il ballo si possa “uscire dal tempo musicale”; in realtà questo effetto è voluto. All’epoca infatti discostarsi dalla musica e dal ritmo voleva proprio essere sinonimo di raffinatezza culturale e spirito d’élite.

Una lettera della nobildonna Maria da Bergamum riporta: “e vidi al centro della piazza otto donne in ballo tesser la trama di un telaio con i loro panni in mano e doe homini, uno inanti e l’altro de drie, scorrendo fra le coppie, cum fili dorati, facean l’ordito. Riconobbi, nell’homo dinanti, il mio illustre maestro di danza, Messer Domenico, che con sapiente ingegno avea creato per la corporazione dei Tessitori questa bela danza, componendo per essa anche la musica”.

Con il rigore storico, lo studio e la passione e l’impegno con cui il gruppo balletto vuole far rivivere allo spettatore l’atmosfera degli antichi balli tre-quattrocenteschi non ci resta che darvi appuntamento al 14 – 15- 16 Giugno 2014 per il Palio de La Marciliana durante il quale potrete ammirare alcune delle nostre coreografie.

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Attenta ricostruzione è data anche al Ballo dei Pellegrini “Cuncti simus concanentes”, tratto dal Lliber Vermell, antico manoscritto conservato presso il monastero di Montserrat, vicino a Barcellona. Contiene una collezione di canti medievali e altro contenuto liturgico, risalente alla fine del Medioevo. Ballo di ringraziamento dei Pellegrini, dopo il lungo e periglioso viaggio, attraverso le antiche vie di cammino, come quella di Santiago o quella Francigena, verso le maggiori abbazie e Cattedrali medievali.

Il gesto del pellegrinaggio, soprattutto durante gli anni giubilari era molto radicato nella sensibilità del popolo clugiense  tanto da far mettere in vendita non solo beni superflui ma anche l’attrezzatura da lavoro, la barca o altri strumenti pur di poter disporre della somma per poter intraprendere il cammino. Coloro che versavano in condizioni economiche meno floride potevano limitarsi a finanziare un giro per di preghiere per le chiese del distretto, pratica che richiedeva una minor somma.

Nel 1390 il consigliere Domenico Ardizzon e il giustiziere di Comune, Tomeo Cavaza intrapresero un viaggio votivo fino a Roma per lucrare l’indulgenza natalizia. Documenti storici attestano inoltre che nel 1350, in occasione dell’anno giubilare, molte coppie di coniugi, dopo aver lasciato testamento, si accinsero al pellegrinaggio a Roma, probabilmente per ottemperare ad un voto pronunciato durante la pestilenza di due anni prima.