Il palio della Marciliana

Antichi mestieri

Nella Clugia del Trecento all’epoca contava 15.000 abitanti e occupava centinaia di persone nei cantieri nella costruzione delle marciliane, navi perlopiù dedite alla navigazione sottocosta e dei burchi che venivano impiegati nella navigazione fluviale, città in cui ferveva una attività artigianale che girava attorno al commercio del sale.

I falegnami specializzati, o “squerarioli”, erano impiegati nella realizzazione degli scafi, mentre marangoni e i calafati con stoppa e pece ne curavano la manutenzione.

Remai , costruttori di alberi, cordai filavano la canapa e provvedevano allestimento delle gomene e delle manovre. Velai tagliavano e cucivano le vele.

Il fabbro o“pestafero” realizzava le ferramenta e le chiodature.

Fornai preparavano il “biscotto”, pane che era adatto alla lunga conservazione a bordo delle navi.

Preziosa era l’acqua, che veniva raccolta nei pozzi alla “veneta”, magistralmente eseguiti dai muratori , mentre abili scalpellini realizzavano belle vere da pozzo.

Nella ruota il ceramista e il vasaio faceva prendere forma all’argilla, per ricavarne dei recipienti per trasportare cibi e liquidi.

Il decoratore dipingeva le murate e le insegne delle navi, mentre nelle casse da mar finemente decorate erano raccolte le vesti da viaggio.

Nella annuale fiera del sale gli orafi potevano fare sfoggio del loro preziosi lavori in filigrana.